Rassegna Stampa

di Andrea Gennai.

Proliferano i Software che investono da soli.

Dai “contrarian” ai “trend follower” a ciascun stile il suo strumento.

E’ il sogno di ogni  investitore-fai-da-te: trovare un trading system che funzioni e lasciare che il computer compri e venda titoli, tirando un bilancio (ovviamente positivo) a fine giornata. Un sogno impensabile fino a qualche anno fa e che ora la tecnologia e le sue applicazioni possono consentire. Così ha pensato un gruppo di amici di Ravenna, che appasionati di trading hanno messo su un gruzzoletto reinvestito nel settore informatico. Hanno creato una società, la Computer House, che oltre ad occuparsi di commercailizzazione di software e hardware, ha puntato a sviluppare applicazioni specifiche per il trading automatico. Era il 2002 – spiega Flavio Guerrini, uno dei soci – e ci siamo resi conto che mancavano software automatici e che quelli che c’erano non soddisfacevano le nostre esigenze.

Oggi circa il 50% del business della società (circa 150mila euro) è generato da questo segmento, un business di nicchia ma che ha potenzialità  interessanti tanto che a breve questo ramo d’azienda verrà scorporato.

Non basta infatti creare trading system, bisogna infatti che le formule interagiscano direttametne con il mercato: insomma un sistema automatico puro, dove l’emotività e la paura dell’investitore sono azzerate:  e quando si parla di sistemi automatici, si pensa alla principale causa scatenante della volatilità. Guerrini cerca un po’ di smitizzare questo fenomeno. Chi usa questi sistemi meccanici - spiega – punta ad avere un rendimento annuo intorno al 20%, fatto ovviamente di operazioni in guadagno e operazioni in perdita. E’ un sistema abbordabile anche per il piccolo risparmiatore che ha 50milla euro e che quotidianamente può vedere le performance in tempo reale.

Ma quali sono i trading system che funzionano di più? Non c’è una regola  - continua - in una fase direzionale come questa prevalgono i sistemi “trend follower” mentre in fase laterale ovviamente vince la logica “contrarian”.

I software di trading automatico possono essere gestiti in due modi: o direttametne dall’utente che se li installa sul proprio PC oppure attraverso un broker. Nel primo caso – spiega l’esperto informatico – devi accendere il tuo PC tutte le mattine e far partire il meccanismo. Nel secondo caso ci pensa il broker a gestire il tutto.

Computer House ha un contratto di esclusiva fino a luglio con un broker internazionale poi inizierà una diffusione più capillare: sono già stati firmati accordi e ci sono contatti con banche italiane. Il business si preannuncia promettente.

Sul mercato – conclude Guerrini – i trader chiedono prodotti affidabili e sicuri e questo è l’aspetto più importante. Spesso il programma di acquisto e vendita si inceppa e non invia segnali vanificando tutto il programma di una giornata. Noi abbiamo dedicato molto tempo e molti investimenti per potenzioare l’affidabilità e abbiamo raggiunto standard importanti a livello internazionale.

In Italia e all’estero non sono poi così tanti i competitor e la domanda è destinata a crescere.

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di Andrea Fiorini.

Trading automatico, broker pronti a lanciare Wide Trader.

Scadrà a luglio l’esclusiva della britannica MF Global per l’applicativo istituzionale sviluppato da Computer House. IW Bank e Interecative in test.

Si prepara una nuova stagione del trading automatico? Forse è presto per dirlo, ma qualcosa si sta già muovendo, almeno perquanto riguarda le piattaforme in grado di consentire l’invio di ordini al mercato senza l’intervento umano. A luglio infatti scadrà l’esclusiva che lega l’applicativo avanzato Wide Trader, realizzato tre anni fa da Computer House di Ravenna, al broker londinese Mf Global (spin off del gruppo Man Financial). Un’occasione per molti broker italiani interessati ad ampliare la loro offerta di trading. «È la piattaforma più avanzata esistente sulla piazza - spiega a B&F il trader Enrico Malverti, consulente di Computer House al pari di altri noti trader italiani come Luigi Piva e Fabrizio Bocca - a mio parere molto più efficiente della quotata e conosciuta Strategy Runner.

La piattaforma è nata per le esigenze di alcuni clienti istituzionali che la utilizzano da un paio d’anni e da quest'anno ha iniziato a essere disponibile anche per la clientela retail. Attualmente – aggiunge Malverti - la piattaforma riceve ed esegue ordini di trading system generati dalle piattaforme Tradestation 2000i, Tradestation8 e Multicharts. Su richiesta della stessa Mf Global, inoltre, entro un mese sarà disponibile il modulo che integrerà l’opzione di trading automatico con segnali provenienti da Visual Trader».

E già un primo assaggio si potrà avere all’ItForum di Rimini (13-14 maggio), quando Malverti sarà relatore, con altri, di un seminario proprio sul trading automatico. Ma quali altri broker potrebbero adottare Wide Trader? Le indicazioni sono al momento contrastanti. Flavio Guerrini, reponsabile sviluppo di Computer House, conferma che Activtrades e Interactive Brokers non solo sarebbero in fase di test avanzato ma avrebbero già anche qualche cliente attivo. In Italia, invece, Guerrini cita come sicure Iw Bank e Millennium, senza escludere a breve un altro intermediario che di recente ha cambiato proprietà. Tuttavia a Borsa&Finanza Activtrades fa sapere di essere in fase di valutazione ma di non aver ancora deciso, mentre un referente di Iw Bank ha dichiarato di non essere a conoscenza di test in corso.

Tra le funzionalità avanzate di Wide Trader, segnaliamo infine la capacità di gestire l’allineamento automatico delle posizioni, gli allarmi via Sms, e-mail o Skype per ogni possibile tipo di problema tecnico o di trading, la possibilità di impostare l’ora di apertura e di chiusura del trading automatico e la ricezione di ordini da un altro computer.

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